Religione

Santuario San Francesco di Paola

Ai piedi dell’Appenino Paolano di fronte alle limpide trasparenze della acque del mar Tirreno, sorge il Santuario di San Francesco di Paola.

Il Santuario rappresenta un’affascinante miscela tra architettura rinascimentale e barocca. Sulla facciata che dà alla piazza si possono distinguere entrambi gli stili, rinascimentale in basso e lo stile barocco in alto.

Il convento è ricco di numerose opere d’arte del Seicento-Settecento, al suo interno vi è una biblioteca che conserva preziosi manoscritti, pergamene e libri rari.

Sulla destra della basilica è possibile percorrere un itinerario nei luoghi che ricordano i miracoli compiuti da San Francesco: la “fornace del miracolo“, qui il frate fece comparire dalle fiamme il proprio agnello Martino; la “cucchiarella“, una sorgente dove l’acqua mantiene sempre lo stesso livello; il “macigno pendulo“, bloccato in bilico dal Taumaturgo mentre stava precipitando.

Costeggiando il torrente Isca che attraversa la vallata di Paola e che scorre di fianco al Santuario, si giunge al Ponte del Diavolo. E’ un luogo molto suggestivo, per la storia mista di leggenda e di santità.
Il ponte è chiamato “del Diavolo” perché si racconta che lo stesso diavolo abbia voluto aiutare il Santo nella costruzione dell’opera, necessaria per attraversare il torrente. Si narra che, in cambio del suo aiuto, il diavolo avrebbe voluto l’anima del primo che ci sarebbe passato sopra.
Con l’astuzia, San Francesco fece passare un cane e invitò il diavolo a prendersi l’anima dell’animale. Il diavolo, furioso per essere stato ingannato, colpì violentemente il muro, lasciandovi una sua impronta.
Anche se il fatto non è stato documentato durante il Processo di santificazione, chiunque lo attraversa, guarda con disgusto quella ipotetica impronta.

Tra il 2 e il 4 Maggio il Santo viene celebrato nella sua città natale, con diverse manifestazioni, tra le quali: i concerti in piazza, la sfilata in moto, le processioni per terra e per mare con la partecipazione di numerosi fedeli.

La leggenda attribuisce al Santo la capacità di calmare le acque del mare, e ancora oggi si dice che nel momento in cui il suo mantello viene portato in processione per mare, le acque diventano calme, come un segno di mistica riverenza.

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